LA SCOPA DEL SISTEMA – David Foster Wallace

La scopa del sistema - David Foster Wallace
Titolo: La scopa del sistema
Autore: David Foster Wallace
Traduttore: S. C. Perroni
Copertina flessibile: 560 pagine
Editore: Einaudi (2014)
Prezzo: 12,75 €

La scopa del sistema è un'altra opera geniale di David Foster Wallace, e ancora una volta io sarò di parte.
Come faccio a dirvi di cosa parla questo romanzo? Se anche leggeste la trama in copertina non sapreste ancora nulla. Perché la trama è molto relativa e spezzettata, e tutto quello che succede è simbolico. È un'allegoria. Tipo la Divina Commedia. (No.) Il buon David aveva una fantasia pazzesca.
Alcuni dei temi:
  • Ego. E tante cose ad esso collegate, come il potere, ma anche – e questo mi ha sorpreso – il grasso. Ingozzarsi e ingrassare a dismisura come strategie per crescere e occupare tutto lo spazio possibile, sottraendolo agli altri. E poi la gelosia e la possessività, perché ciò che è mio non può essere di nessun altro, nemmeno se si tratta di una persona, e in quanto tale ha una volontà ben separata dalla mia; le ossessioni, come ulteriore mezzo di separazione dell'Io dall'Altro. Come al solito DFW si dimostra un gran conoscitore della natura umana.
  • Parole. Non solo come strumento essenziale per comunicare e definire le cose, ma anche per farle esistere. Lenore, la protagonista, è stata educata a credere reale solo ciò che si racconta o che si può raccontare; la sua stessa identità è messa in discussione. Lei non esiste: esiste di lei ciò che se ne dice. Teoria confermata, o almeno sostanziata, dall'ampia presenza di racconti estranei alla trama centrale.
  • Etica. Problema furbamente rappresentato da un analista (e non solo lui, naturalmente). Il dottor Jay ignora del tutto l'etica professionale e dice una cavolata dietro l'altra, e il fatto che gli altri personaggi se ne rendano ben conto e, nonostante questo, continuino a vederlo la dice lunga.

I personaggi sono molto eccentrici, assurdi e allo stesso tempo verosimili, perché hanno caratteri sfaccettati e sorprendenti. Come sottolineato nella prefazione, sono caratterizzati attraverso quello che fanno con il corpo: assumere sostanze, sanguinare dal naso, ingrassare, coprire la calvizie incipiente con un berretto, mangiare piselli surgelati, affondarsi le mani nella barba... Le loro personalità sono esasperate, a volte in modo divertente, altre in modo molto fastidioso. Spesso parlano in maniera pretenziosa, pur sparando un'idiozia dietro l'altra. Di sicuro non si può negare la loro originalità.
Il dottor Bloemker mi ha fatto morire dal ridere, ma il personaggio più incisivo, più indagato, più approfondito (aspetto, comportamenti, pensieri, paure e perfino i suoi sogni, e quindi l'inconscio) è – ahimè – Rick Vigorous, che diventa a ogni pagina meno sopportabile.
A proposito, una delle cose che mi fanno impazzire di DFW sono i nomi, spesso indicativi e/o ironici: Rick (o Dick) Vigorous, per esempio, è un omino ben poco virile e ossessionato dal suo pene minuscolo.

Lo stile di DFW è inimitabile e vario, complesso, pieno di parole desuete, per niente lineare, a volte difficile da seguire, se ci si distrae. È una scrittura che richiede attenzione e impegno, ancora più impressionante perché l'autore aveva solo 24 anni quando ha scritto La scopa del sistema. Dannato genio.
Non dev'essere per niente facile da tradurre, eppure in italiano rende alla perfezione, anche se ci sono dei giochi di parole che non possono essere riprodotti in una lingua diversa dall'originale. (Nonostante tutto, però, devo dire che ho trovato qualche errore grammaticale, anche grossolano.)
Le descrizioni sono a volte grottesche, lunghissime e perfino superflue, ma divertenti e molto efficaci, perché vanno oltre la superficie, veicolano significati oltre che dati di fatto. I dialoghi sono anch'essi assurdi ma sempre credibili, forse proprio grazie all'assurdità, che non manca mai nelle conversazioni di tutti i giorni. La prosa cambia di continuo, e l'autore è talmente bravo che, all'occorrenza, riesce a scrivere intenzionalmente in maniera mediocre risultando ancora credibile.
Mi ripeterò: David Foster Wallace può piacere o non piacere, ma si distingue da qualsiasi altro autore. E a mio parere va letto, anche se non è per tutti.

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