Visualizzazione post con etichetta stefan zweig. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta stefan zweig. Mostra tutti i post

IL MONDO DI IERI – Stefan Zweig

 

Il mondo di ieri - Stefan Zweig

Titolo: Il mondo di ieri

Autore: Stefan Zweig

Traduttore: L. Paladino

Editore: Garzanti (2014)

Copertina flessibile: 460 pagine

Prezzo: 9,50 €


Il mondo di ieri è praticamente l'autobiografia di Stefan Zweig. Come ormai sanno anche i muri, io adoro Zweig, ma finora avevo letto solo i suoi racconti, e questo libro è ovviamente molto diverso. Se prima lo amavo come autore, dopo aver letto questo gli voglio bene anche come persona.

Il mondo di ieri è l'Europa prima delle guerre mondiali, il mondo sereno in cui l'autore è cresciuto e vissuto tra i grandi artisti e pensatori che ha avuto la fortuna di incontrare prima che tutto andasse a rotoli.

Tra i temi, infatti, citerei:

  • Guerra. Se ne parla piuttosto avanti nel libro, perché l'autore descrive appunto il mondo prima della guerra, ma racconta anche la paura di questa e come cambi tutto.

  • Politica. Il nazismo e i comportamenti del gregge invasato, e poi la furbizia di Hitler. Zweig spiega il modo in cui questo è riuscito a manipolare la massa a poco a poco, un passo alla volta, perché se fosse andato lì ad annunciare direttamente il suo piano folle, forse, nessuno gli avrebbe dato retta.

  • Vienna. L'autore ci racconta come si viveva nella sua città quando era piccolo, l'educazione e l'istruzione che venivano impartiti a lui e ai suoi coetanei, ma anche, più in generale, come differissero le mentalità e gli stili di vita in luoghi diversi.

  • Arte e cultura, di cui tutta la sua vita è stata piena.

  • Amicizia e solitudine. I rapporti di amicizia hanno avuto un grande peso nella vita di Zweig, che parla di un'amicizia pura, vera e rara. Eppure solo pochissimi di quei rapporti si sono rivelati autentici al punto da sopravvivere alle differenze ideologiche e alla guerra. E lui, da ebreo, ha sperimentato anche la peggiore delle solitudini.


I "personaggi" sono persone vere. Alcuni sono i familiari e gli amici dell'autore, altri sono grandi personalità che tutti conosciamo almeno di nome.

Più che i caratteri vengono descritti i modi, le strategie di adattamento ai cambiamenti dell'epoca, che si riflettono anche nell'aspetto condizionato dalle mode, e nei valori, quasi sempre socialmente condivisi. Anche se i toni non sono polemici, l'autore si rendeva conto fin troppo bene di come tutti fossero dei pecoroni, insomma.

Si distinguono almeno in parte gli artisti, che risultano in un certo senso migliori. Una delle cose più interessanti di questo libro è che mostra personaggi famosi come esseri umani. Noi conosciamo la loro arte e le loro teorie, ma Zweig ce li mostra come persone. E, come suo solito, riesce a cogliere la loro essenza e ce la mostra con pochi tratti, permettendoci di vederli.


Lo stile è sempre ineccepibile (anche se in questa edizione ho trovato diversi refusi). La scrittura di Zweig è bellissima e trascina sin dalle prime pagine, resta scorrevole anche quando tocca argomenti pesanti. Scritto da un altro, lo stesso libro risulterebbe probabilmente noioso.

Nella prima parte del libro Zweig trasmette tutto il suo entusiasmo per la vita, per l'arte, per le sue passioni e, forse, proprio alla luce di tutto questo, la parte finale risulta invece molto angosciante.

L'orrore della guerra lo capiamo tutti anche senza averla vissuta in prima persona, ma dopo aver letto questo libro mi sento dispiaciuta a livello personale per Zweig, per l'atmosfera alienante in cui è vissuto, per gli amici che se ne sono andati, per la patria che gli è stata tolta da sotto i piedi. Non riesco neanche a immaginare come debba essersi sentita, di fronte a tutto questo, una persona con la sua sensibilità. A parole si può dire davvero poco.


Comunque. Il libro è qui: https://amzn.to/3vVAOhU

IL VIAGGIO NEL PASSATO – Stefan Zweig

 

Il viaggio nel passato

Titolo: Il viaggio nel passato

Autore: Stefan Zweig

Traduttore: A. Ruchat

Editore: Ibis (2012)

Copertina flessibile: 84 pagine

Prezzo: 7,60 €


Non spenderò molte parole per parlare del Viaggio nel passato di Stefan Zweig, che tra l'altro è anche brevissimo. Ho detto tante altre volte che amo follemente questo autore; il libro in questione non mi ha forse colpito quanto altre sue opere, ma in realtà non è da meno e credo che lo rileggerò presto.

Il tema fondamentale è l'amore: un amore interrotto dalla guerra e mai soddisfatto, poi ritrovato e che, nonostante questo, lascia comunque quell'insoddisfazione, quella sensazione di incompiuto. Un amore che è più vivo nei pensieri e nelle idee che non nei fatti concreti. L'amore con le sue dinamiche di potere e schiavitù.


I personaggi, com'è tipico di Zweig, non sono descritti in modo molto approfondito da un punto di vista estetico, perché non avrebbe senso e sarebbe superfluo. Zweig indaga la psicologia dei personaggi, ritrae in modo magnifico le loro emozioni, i loro stati d'animo e le relative manifestazioni, gli sguardi e i gesti. Non ci dice esattamente come appaiono, eppure possiamo immaginarli senza alcuna difficoltà: questo è il grande talento dell'autore.


Sullo stile di Zweig non potrei mai avere nulla da ridire perché è perfetto. Scrittura meravigliosa, coinvolgente e scorrevole ma mai vuota, anzi pregna di significati e di sostanza. Perfette anche le descrizioni. Le poche presenti, cioè.

Zweig è uno dei pochissimi autori di cui leggerei veramente tutto, perché so che ne vale sempre la pena anche solo per la sua prosa.

Purtroppo questa edizione fa schifo, ma mi pare non ce ne siano altre in giro. Il testo è pieno di refusi, alcune parole sono del tutto mancanti e la punteggiatura è messa a caso. Non so come si faccia a pubblicare roba così, capisco che errare è umano ma non ci vuole molto a revisionare un testo così breve. Comunque.


Lo trovate qui: https://amzn.to/3vB9Snr

PAURA – Stefan Zweig

Paura - Stefan Zweig
Titolo: Paura
Autore: Stefan Zweig
Traduttore: S. Montis
Copertina rigida: 151 pagine (3 romanzi)
Editore: Newton Compton Editori (2016)
Prezzo: 4,90 €

Paura è a mio parere uno dei romanzi più belli di Stefan Zweig, in particolare per il tipo di tensione che trasmette, quasi alla stregua di un thriller.
La paura è la grande protagonista di questa storia. Una paura angosciante, ossessiva e, al contempo, eccitante: una paura che dà una scossa alla vita monotona e noiosa di Irene Wagner e che, in qualche modo, le insegna ad apprezzare tutte le cose belle che ha.
Tra gli altri temi troviamo il matrimonio e l'adulterio – Irene è un'adultera che tenta di sfuggire alla routine del suo scialbo matrimonio –, il denaro e lo status sociale, sui quali si fondano le minacce della sua persecutrice.

Ancora una volta, i personaggi di Zweig (o meglio, il personaggio) sono coacervi di sentimenti ed emozioni incredibilmente sfaccettati e precisi in tutte le loro sfumature. In particolare qui troviamo appunto paura, ansia, tensione, angoscia, disperazione, ma anche il risveglio di un amore e un entusiasmo a lungo sopiti.
Anche le descrizioni fisiche sono precise e dettagliate (soprattutto quelle del marito Fritz, che Irene si ritrova spesso a osservare come per la prima volta), le espressioni facciali rese in maniera vivida.

Riguardo allo stile, forse qui Zweig addirittura si supera, grazie al ritmo estremamente incalzante, alla tensione di cui è intrisa la scrittura e che, di conseguenza, cresce anche nel lettore. Ci si ritrova catapultati in strada insieme a Irene, a guardarsi intorno con circospezione, ad affrettare il passo per sfuggire alla minaccia, e allo stesso tempo a desiderare di incapparci di nuovo.
I dialoghi sono pochi ma significativi, ogni scambio tra i personaggi è rilevante ai fini della trama. Ma per la maggior parte del tempo Irene è sola con sé stessa e il proprio tumulto interiore.
Lo ripeto per l'ennesima volta: nessuno scrive come Zweig.

Qui altre edizioni del libro: https://amzn.to/39hwazi

MENDEL DEI LIBRI – Stefan Zweig

Mendel dei libri - Stefan Zweig
Titolo: Mendel dei libri
Autore: Stefan Zweig
Traduttore: N. Giacon
Copertina flessibile: 96 pagine
Editore: Garzanti (2016)
Prezzo: 6,55 €

Mendel dei libri è il primo libro che ho letto di Stefan Zweig, quello che ai tempi mi ha fatto innamorare di lui.
Come sempre, non accadono molti eventi rilevanti, si tratta più che altro del ritratto di un personaggio, tale Jakob Mendel, detto "dei libri" perché conosce, almeno di nome, praticamente tutti i libri dell'universo, e a lui si rivolgono studenti o studiosi che hanno bisogno di trovare materiale su un determinato argomento. Questa sua passione lo distrae dal mondo e dalla vita vera, si rende conto a stento di quello che gli accade intorno, non si accorge nemmeno della guerra. E proprio questa sua estraniazione segnerà il suo destino e gli costerà molto cara.
Tra i temi, dunque, citerei i libri, la memoria, la guerra e il nazismo, la solitudine.

Il libro non è altro che la descrizione e la rappresentazione di un personaggio, appunto Mendel, come sono spesso i libri di Zweig. Una descrizione minuziosamente accurata sia dell'aspetto, sia dei gesti, degli atteggiamenti e del suo funzionamento mentale, perfino degli sguardi.
Al di là del protagonista, i personaggi sono pochi e non molto rilevanti ma, anche quando compaiono per poche righe, sono anche loro ben caratterizzati attraverso piccoli gesti e movenze.

Infine lo stile. L'ho scritto in tutte le mie recensioni dei romanzi di Zweig: la sua scrittura è perfetta. Bellissima, scorrevole e trascinante, le frasi sono lunghe ma mai troppo complesse o difficili da seguire, è come un flusso che trasporta il lettore anche contro la sua volontà.
Le descrizioni in genere, come quelle dei singoli personaggi, sono vivide e accurate, e i dialoghi sono rilevanti grazie ai gesti più che alle parole. Sono funzionali alla caratterizzazione dei personaggi, poiché li mostrano in azione in maniera molto efficace, tipica di Zweig.
Non posso che consigliarvi la lettura di questo romanzo, come di tutti gli altri dell'autore.

SOVVERTIMENTO DEI SENSI – Stefan Zweig

Titolo: Sovvertimento dei sensi
Autore: Stefan Zweig
Traduttore: B. Burgio Ahrens
Copertina flessibile: 136 pagine
Editore: Garzanti (2015)
Prezzo: 5,95 €

Ancora un romanzo di Stefan Zweig. Sovvertimento dei sensi è la storia di Roland e del suo rapporto con uno dei suoi professori, rapporto sempre più stretto ma anche confuso e destabilizzante. Potrei definirlo un romanzo di formazione.
Alcuni temi:
  • Contrapposizione tra l'intelletto, lo spirito, da una parte e il divertimento, il corpo, dall'altra. L'una e l'altra cosa sono incarnate dal professore e dalla moglie, e in qualche modo si fondono in Roland, che passa da una vita dissoluta e piena di piaceri a una in cui si dedica anima e corpo al sapere.
  • Il sovvertimento dei sensi del titolo, ovvero il solito tormento, la passione presente in tutti i romanzi di Zweig. Vi informo che lo stesso Freud definì questo romanzo fondamentale per comprendere l'animo umano.

I personaggi di questo romanzo sono infatti molto ben indagati psicologicamente. Stavolta non gira tutto intorno a un unico protagonista, ma abbiamo un triangolo formato da Roland e i due coniugi, anche se il tutto è raccontato dal punto di vista di Roland, perciò sono le sue percezioni che conosciamo direttamente. La sua crescita intellettuale e la sua passione sempre più bruciante, insieme alle contraddizioni del professore, sono il fulcro della vicenda.
Tuttavia anche il professore stesso è molto ben fatto nel suo atteggiamento di difesa, i suoi comportamenti impulsivi, e anche le descrizioni fisiche sono realizzate con molta attenzione.

Lo stile è perfetto, mi sono quasi stufata di ripeterlo. La scrittura è molto elegante ma sempre scorrevole e di facile lettura, le descrizioni sono meravigliose: metafore bellissime ed efficaci, e soprattutto la resa di certi sentimenti è notevole. Sentiamo in maniera molto chiara e sofferta la passione, il fervore, la febbre di Roland, il pathos dell'intera vicenda.
Insomma, finora Zweig non mi ha mai deluso. Leggete questo o qualunque altro suo romanzo, non potete sbagliare in nessun caso.

Questo, comunque, si trova qui: https://amzn.to/2IsDddQ

VENTIQUATTR'ORE NELLA VITA DI UNA DONNA – Stefan Zweig

Ventiquattr'ore nella vita di una donna - Stefan Zweig
Titolo: Ventiquattr'ore nella vita di una donna
Autore: Stefan Zweig
Traduttore: B. Burgio Ahrens
Copertina flessibile: 85 pagine
Editore: Garzanti (2014)
Prezzo: 5,95 €

Ventiquattr'ore nella vita di una donna è il romanzo di Stefan Zweig che ha ispirato il film Grand Budapest Hotel. (È molto diverso, comunque.)
Ancora una volta, Zweig ci presenta soprattutto un personaggio in particolare, un momento preciso del suo passato e tutti i sentimenti ad esso legati. Si tratta in questo caso di Mrs C. che, a seguito di un episodio scandaloso avvenuto nell'hotel in cui alloggiano, decide di raccontare al narratore le ventiquattro ore che, trent'anni prima, hanno segnato la sua vita.
I temi principali riguardano qui l'onore – l'onore di una donna, che dovrebbe sempre adeguarsi a certi standard e non concedersi una libertà che metterebbe a rischio la sua reputazione –, la passione e la dipendenza (nello specifico si parla di gioco d'azzardo).

Riguardo ai personaggi, dirò quello che dico sempre a proposito di Zweig. Ogni suo romanzo è sostanzialmente un personaggio. In questo caso abbiamo quindi Mrs C., che ci viene presentata attraverso la tempesta dei suoi sentimenti, il suo timore dei giudizi, il suo sentirsi sbagliata per un errore commesso trent'anni prima; attraverso ricordi che sono ancora molto vividi nella sua mente, e che vengono infatti descritti con dovizia di particolari.
Anche il giovane di cui racconta è descritto alla perfezione, proprio perché vive ancora nei suoi ricordi, e lei lo ricorda così bene che riesce a descrivere i più piccoli dettagli delle sue mani, del suo volto, dei suoi sguardi.

Lo stile è perfetto, come in ogni libro di Zweig, ma qui forse si supera proprio con le descrizioni estremamente dettagliate e vivide. In particolare la descrizione del tavolo da gioco, con le mani dei giocatori che si muovono su di esso come animali, in preda alla frenesia e a spasmi involontari, l'ho trovata davvero suggestiva ed efficace.
A parte questo, come sempre si tratta di una scrittura elegante ma fluida, di una narrazione molto diretta e aperta a dispetto dei sentimenti di chi parla. Vale la pena di leggere Zweig anche solo per la bellezza della sua scrittura. Non posso quindi che consigliarvi anche questo libro.

Vi lascio il link d'acquisto: https://amzn.to/2IqJ5UU

TRAMONTO DI UN CUORE – Stefan Zweig

Tramonto di un cuore - Stefan Zweig
Titolo: Tramonto di un cuore
Autore: Stefan Zweig
Traduttore: B. Burgio Ahrens
Copertina flessibile: 54 pagine
Editore: Garzanti (2015)
Prezzo: 5,95 €

Vi dico subito che, tra tutti i libri che ho letto di Stefan Zweig – uno dei miei autori preferiti in assoluto –, Tramonto di un cuore è quello che mi ha colpito meno. Questo non significa che sia brutto o poco valido, ma se doveste approcciarvi all'autore per la prima volta vi consiglierei qualcos'altro.
In ogni caso, non mancano qui gli ingredienti che rendono Zweig un autore a mio parere meraviglioso. Si tratta di un romanzo come sempre molto breve, e i temi sono quelli cari all'autore:
  • Tormento e solitudine. Il tormento è la sua specialità, tutti i suoi protagonisti sono tormentati, per un motivo o per un altro. Direi anzi che le trame dei suoi libri non sono fatte tanto di vicende o azioni, quanto di sentimenti, pensieri, ossessioni, tutte cose che i personaggi si trovano a vivere in completa solitudine.
  • Denaro. Il protagonista di questa storia, il vecchio Salomonsohn, ha dedicato tutta la sua vita a un lavoro che gli permettesse di offrire alla sua famiglia una vita agiata, ma questo gli si rivolta contro, e lui si rende conto di non essere altro che questo: un marito e un padre ridotto a fonte di denaro ("denaro maledetto da Dio"), ma completamente solo e ignorato.

Riguardo ai personaggi, mi ripeterò. A parte il protagonista, tutti gli altri sono degli accessori, che servono solo a mettere in piedi la vicenda che scatena i sentimenti tormentosi di Salomonsohn, e tra l'altro li vediamo solo attraverso i suoi occhi, per come li percepisce lui. Le loro intenzioni e le loro espressioni sono tutte nella sua testa.
D'altra parte, la psicologia e i sentimenti di Salomonsohn sono indagati profondamente, analizzati, vissuti insieme a lui. Siamo partecipi del suo dolore e della sua ossessione. Magari ci sembrerà esagerato, di sicuro le sue reazioni sono amplificate, ma non si può non comprendere il suo stato d'animo, e il suo crollo emotivo risulta del tutto legittimo.
Tramonto di un cuore mi sembra un titolo perfetto, perché è esattamente questo che ci viene mostrato: un cuore che tramonta, che si spegne.

Lo stile di Stefan Zweig è meraviglioso, pulito, scorrevole, ma anche elegante, delicato, molto curato. Le descrizioni sono bellissime, realizzate anche attraverso similitudini e metafore ben pensate, che suggeriscono immagini molto efficaci. (In questa edizione ho trovato diversi refusi, però.)
Il fulcro del romanzo, come ho detto, è il tormento del protagonista e quindi, oltre alle descrizioni fisiche (quasi del tutto assenti) e ambientali, quelle che più affascinano e colpiscono sono quelle dei sentimenti, resi in maniera molto autentica. È proprio questo che mi fa amare l'autore.
Ve lo ripeto: io comincerei da qualcos'altro, ma in ogni caso anche questo libro merita.

Lo trovate qui e, come sempre, acquistando dai miei link sosterrete il blog (senza spendere niente): https://amzn.to/2WTIMWI

LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA – Stefan Zweig

lettera di una sconosciuta stefan zweig

Titolo: Lettera di una sconosciuta
Autore: Stefan Zweig
Traduttore: S. Montis
Copertina rigida: 151 pagine (con altre due opere)
Editore: Newton Compton (9 giugno 2016)
Prezzo: 5,01 €

Voto: ****

Come ho detto ormai tante volte io amo visceralmente Stefan Zweig, e Lettera di una sconosciuta è l'unica, tra le sue opere che ho letto, a parlare d'amore. L'amore romantico, quello che annulla tutto il resto. Non si tratta però di una banale storiella d'amore e, anzi, devo dire che forse questa storia è anche più particolare rispetto alle altre di Zweig. La potenza dell'autore, infatti, non sta nelle trame ma nell'indagine dei personaggi e nello stile, ma qui anche la trama – romantica, struggente, tristissima – fa la sua bella figura.
Uno scrittore ricco e di successo riceve per l'appunto, nel giorno del suo compleanno, la lettera di una sconosciuta, tramite la quale scoprirà delle cose interessanti non solo sulla donna che l'ha scritta – di cui potrebbe anche non fregargli niente, visto che è una sconosciuta – ma anche su se stesso.
Come ho detto è una storia d'amore, condita di segreti, dolori, morte e fiori bianchi.

Come al solito i personaggi di Zweig sono perfetti. In questo caso sono praticamente solo due, appunto lo scrittore destinatario della lettera e la tizia che l'ha scritta.
Lo scrittore, nel momento in cui legge la lettera, è più che altro confuso, non mostra molto di sé; tuttavia scopriamo che tipo è attraverso la lettera. È dunque raccontato e caratterizzato dal punto di vista della donna stessa.
Lei è invece caratterizzata attraverso quello che scrive e, soprattutto, come lo scrive. Le sue emozioni sono palpabili, Zweig ce le mette davvero in mano.
A dire il vero, in Lettera di una sconosciuta la caratterizzazione dei personaggi non ha un ruolo così importante, eppure si capisce molto di entrambi.

Anche lo stile è perfetto, sempre con quel suo ritmo incalzante, la sapienza con cui Zweig mette una dietro l'altra parole che si incastrano alla perfezione e che si fanno divorare con avidità. E ancora una volta l'autore si dimostra in grado, da uomo, di interpretare il sentire di una donna. Così come è in grado di trasmettere le sensazioni della protagonista, le sue percezioni degli ambienti.
Insomma Zweig non delude mai, e io credo proprio che leggerò tutti i suoi romanzi. Per ora comunque siete salvi, perché non ne ho altri per le mani.

Lettera di una sconosciuta, in una raccolta che comprende anche Novella degli scacchi e Paura, è uno dei libri più belli che possiate acquistare e lo trovate qui: http://amzn.to/2ounoYB

NOVELLA DEGLI SCACCHI – Stefan Zweig

novella degli scacchi stefan zweig
Titolo: Novella degli scacchi
Autore: Stefan Zweig
Traduttore: S. Montis
Copertina rigida: 151 pagine (tre romanzi)
Editore: Newton Compton (9 giugno 2016)
Prezzo: 5,74 €

In quanti modi posso ancora elogiare Stefan Zweig? La Novella degli scacchi è considerata il suo più grande capolavoro, anche se devo dire che alcune sue opere mi sono piaciute di più.
In questo caso si tratta di una sfida tra due campioni degli scacchi, che ha luogo su una nave e intrattiene come un grande spettacolo diversi spettatori. La parte più interessante, almeno per chi come me non capisce niente di scacchi, è poi scoprire le storie di queste persone, in particolare quella del dottor B.
L'opera tocca temi quali la competizione, la reputazione, ma anche la guerra, la politica, la depressione e, dato che stiamo parlando di Zweig, vi orbitano attorno tutte le possibili sfaccettature dell'animo umano, più o meno sane e "normali", fino ad arrivare all'ossessione e alla pazzia.
In questo, lo dico sempre, Zweig non ha rivali: non so davvero chi altri sarebbe – o sia stato – in grado di descrivere le persone con tanta precisione.

I personaggi, infatti, sono come sempre caratterizzati in maniera impeccabile, raccontati in modo da render loro giustizia in tutti i sensi, nel bene e nel male. Vengono descritti soprattutto attraverso la catena delle loro azioni e reazioni, da cui trapelano le emozioni, e così vediamo chiaramente quanto è sanguigno McConnor, quanto è borioso Czentovič e così via.
Come ho detto, quello che è risultato per me il più interessante è il dottor B., non solo per la sua storia, che è la parte migliore del libro, ma in generale per ogni suo piccolo gesto e ogni sua parola, il suo modo di essere e di fare, l'attenzione con cui si contiene e il modo in cui questa gli sfugge di mano.

Lo stile – che ve lo dico a fare – è sublime. La prosa di Zweig è inimitabile, curata ed elegante ma mai eccessiva, il ritmo è incalzante; non so come riesca ad attrarre così magneticamente anche con trame che non hanno nulla di eccezionale. Le descrizioni sono perfette, i dialoghi verosimili e caratterizzanti. È ridicolo ripetere sempre le stesse cose, ma che altro dovrei dirvi? Non un solo libro di Zweig mi ha deluso da questo punto di vista (né da altri).
Insomma, questa è l'ennesima opera di Zweig che consiglio e sulla quale non posso avere nulla da ridire. Anche volendo trovare il pelo nell'uovo, non mi viene in mente un solo difetto. Il mondo avrebbe dovuto sfornare più scrittori di questo calibro.

Qui trovate l'edizione che ho io, conveniente perché è una raccolta di tre opere e perché ha una bella copertina: http://amzn.to/2ElNk2K

BRUCIANTE SEGRETO – Stefan Zweig

Titolo: Bruciante segreto
Autore: Stefan Zweig
Traduttore: E. Picco
Copertina flessibile: 113 pagine
Editore: Adelphi (2007)
Prezzo: 9,50 €

Bruciante segreto non fa che confermare l'idea che mi ero già fatta di Stefan Zweig, che ormai posso annoverare tra i miei autori preferiti in assoluto. Protagonista del libro è Edgar, un bambino di dodici anni che si trova, convalescente, a Semmering insieme alla madre. Questa viene adocchiata da un giovane barone che, per avvicinarsi a lei, approfitta del bambino in modo subdolo e meschino, conquistando dapprima la sua fiducia per ottenere infine quella della donna.
Da ciò si evincono i temi attorno ai quali gira il romanzo: rapporto tra adulti e bambini, inganno, menzogna, odio, vendetta, sesso e suo potere sulle persone. E d'altra parte anche colpa, autostima e fame d'amore, amicizia.
Fa riflettere sull'importanza della reciprocità, del sentirsi importanti l'uno per l'altro. E Zweig è stato molto intelligente ad affidare questo compito a un bambino.
Il finale magari è un po' banalotto ma, considerato che si parla di un dodicenne, ben venga il lieto fine – che poi tanto lieto non è, per chi guarda dall'esterno.

I personaggi di Bruciante segreto sono indagati a fondo e caratterizzati meravigliosamente. Ritengo Zweig di una precisione impressionante nel descrivere la natura umana, spesso delle donne – pur essendo un uomo – e in questo caso anche di un bambino, e qui ogni scatto di rabbia, senso di colpa, vulnerabilità, irritazione di ogni personaggio è ben reso. Tutti i sentimenti in ballo sono evidentissimi.
Edgar, il protagonista, è analizzato e studiato con particolare profondità. È davvero difficile trovare altri autori in grado di svolgere un lavoro di simile qualità, in questo senso. Zweig si è calato perfettamente nei panni di un dodicenne che si sente usato e tradito, non amato dalle persone che ama, divorato dal risentimento e dall'odio che pure gestisce in maniera fin troppo sofisticata per un bambino della sua età.

Mi ripeterò, ma lo stile di Zweig è perfetto. Non posso muovere neanche l'ombra di una critica a una tale prosa. Il linguaggio è semplice quanto basta a non annoiare, ma allo stesso tempo è ricercato ed elegante, ogni parola è dosata e usata sapientemente e ce n'è per tutti i gusti: che vi piacciano libri semplici e scorrevoli oppure mattoni intellettuali, lo stile di Zweig non può deludervi. Di questo libro perfino il titolo è bellissimo.
Leggete Zweig. Nessuno mi paga per fargli pubblicità, il mio è un amore spontaneo e disinteressato.

Potete acquistare Bruciante segreto su Amazon: http://amzn.to/2yu0cNg

AMOK – Stefan Zweig

Voto: 4/5

Medico apparentemente asociale racconta ad altro tizio una sua recente esperienza, che l'ha evidentemente sconvolto: si è pseudo innamorato di una donna (o almeno del suo corpo e del suo modo di fare) e ha praticamente rovinato la vita a lei e a sé stesso. La vicenda, a sentire lui, ruota intorno all'amok, questa sorta di follia animale a cui non si può sfuggire in alcun modo. O, se vogliamo, nel caso specifico, un'ossessione che accende e guida ogni comportamento del soggetto invasato.
Quindi ossessione, "amore" (passione, sesso, desiderio, bramosia, quello che volete), follia. E onore.

Personalmente, questo protagonista non mi è piaciuto granché. L'ho trovato antipatico, fastidioso, eccessivamente orgoglioso, bramoso di potere: vuole a tutti i costi sottomettere la persona che si trova di fronte ma, al rifiuto di quella, si sottomette lui stesso cinque minuti dopo. Un maniaco, per l'appunto invasato da quello che lui chiama amok, ma che io ho visto solo come una specie di perversione sessuale. Avrei voluto mutilarlo del pene, 'sto porco.
Vero protagonista del racconto dovrebbe essere l'amok, ma dal mio punto di vista è l'uomo. Un uomo peraltro abbastanza comune, che si nasconde dietro l'amok per non dire chiaramente «faccio schifo, sono un normalissimo maniaco che si lascia guidare dal proprio organo sessuale».
Il narratore/ascoltatore, invece, non ha una vera personalità. Sta lì solo per farsi raccontare la vicenda, sulla quale non esprime nemmeno opinioni. Alla fine ho avuto un sospetto che, se fondato, l'avrebbe reso più interessante. Ma non era fondato.

Detto ciò, voglio chiarire che – fin qui non si direbbe – il libro mi è piaciuto e mi ha coinvolto tantissimo. Ho odiato il protagonista, ma amo Zweig e il modo in cui scrive. Ho scoperto da poco questo autore e trovo il suo stile meraviglioso.
Le descrizioni sono accurate, il ritmo incalzante, e infatti ho divorato il racconto in pochissimo tempo. Così è stato con tutti i libri che ho letto di Zweig: in nessun caso ho trovato la trama particolarmente coinvolgente, o i personaggi interessanti, anche se comunque le loro emozioni – che sono poi le emozioni di ogni essere umano – sono rese con una maestria propria di ben pochi autori; ma lo stile è così perfetto che viene voglia di leggerne ancora, e ancora, fosse anche solo per gustarsi le parole che si inseguono in maniera così sapiente.

Quindi tanto di cappello a Zweig (e al traduttore, che al momento non sono in grado di citare perché, ahimè, non mi preoccupo mai nemmeno di leggerne il nome).