IL METODO DI RESPIRAZIONE - Stephen King

Voto: 2/5

Si tratta di una storia dentro un'altra storia, quindi le trame sono due. La storia contenitore è quella di un uomo anziano, un certo David, che accede a una specie di club di cui sembra non capire molto. L'altro è il racconto di uno dei membri del club, tale dottor McCarron, e riguarda una sua paziente incinta a cui lui insegnò il metodo di respirazione, come da titolo.
Tutti i personaggi mi sono sembrati vaghi e piatti, non c'è caratterizzazione, con l'eccezione della ragazza gravida, Sandra Stansfield. Anche nel suo caso, però, viene solo detto che si tratta di una ragazza interessante, forte, determinata, ma personalmente non l'ho percepito in nessuna scena e non ho capito perché e come lei susciti una tale ammirazione in McCarron.
Anche nella storia contenitore, non si capisce perché David vada al club, quale piacere ne tragga o che tipo di rapporto abbia con gli altri membri, anche dopo una frequentazione decennale. Sua moglie poi sembra una macchietta messa lì tanto per creare qualche momento di leggerezza per staccare da tutto il resto, almeno per poche righe.
Quello che provo nei confronti di questo racconto è molto vago e confuso perché, da una parte, gravidanza e maternità sono tra gli argomenti che trovo meno interessanti al mondo; dall'altra, però, il racconto è scritto in maniera molto scorrevole e coinvolgente, quindi tutto sommato mi è piaciuto, mi ha incuriosito, mi ha fatto porre delle domande mantenendo la suspence sufficientemente a lungo. Il problema è che le mie domande non hanno trovato mai risposta, nemmeno alla fine.
Il finale (della storia contenitore) mi ha deluso tantissimo, è troppo vago e sconclusionato, e anche quello del racconto di McCarron ha avuto il potere di rovinare tutto il resto. La storia, come ho detto, era stata fino a quel punto abbastanza coinvolgente, ma la fine è talmente assurda e inverosimile che all'improvviso, alla luce di quella, tutto il racconto mi è sembrato brutto.
L'unica cosa positiva sono forse le atmosfere, che a tratti ho trovato quasi lovecraftiane e che all'inizio mi hanno ricordato un po' Il club dei suicidi di Stevenson. In ogni caso, come chiusura di Stagioni diverse mi ha davvero deluso, e non a caso è l'unico racconto da cui non sia stato tratto un film (a quanto ne so).


In definitiva Stagioni diverse mi è piaciuto, è una lettura che consiglio e non solo agli amanti di King. Non si tratta di racconti horror, ma in ognuno di essi c'è qualcosa di orrido (soprattutto in Un ragazzo sveglio, che è davvero inquietante). E poi King scrive bene, e già solo per questo leggerlo è un piacere.

1 commento:

  1. Non ho capito il finale, gli oggetti e i libri erano anteriori o posteriori alla realt?

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