UNA SPOLA DI FILO BLU – Anne Tyler

Una spola di filo blu - Anne Tyler
Titolo: Una spola di filo blu
Autore: Anne Tyler
Traduttore: L. Pignatti
Copertina flessibile: 391 pagine
Editore: Guanda (2016)
Prezzo: 11,40 €

Una spola di filo blu è il primo romanzo che ho letto di Anne Tyler, autrice di cui avevo sentito parlare molto bene. Mi ha ricordato un po' (sto per dire un'eresia) Franzen; se parliamo di scrittura non c'è proprio paragone, ovviamente, ma qualcosa nelle vicende e nel modo di presentarle mi ha fatto pensare a lui. Nel complesso è stata una bella lettura, ma non mi ha colpito molto e non credo resterà a lungo nei miei ricordi.
Vediamo alcuni temi:
  • Famiglia. Stiamo parlando di una storia familiare, che salta da una generazione all'altra, e tutte le vicende riguardano le relazioni tra coniugi, fratelli, cugini. Qua e là c'è qualche personaggio estraneo alla famiglia, ma non serve praticamente a nulla.
  • Aspettative (collegate anch'esse alla famiglia, perlopiù) e, di conseguenza, competizione e aspettative. Come in tutte le famiglie di questo mondo, non può mancare la (sana?) competizione tra fratelli, come non possono mancare i figli "bravi" e quelli sbandati. Sembrerebbero dei cliché, ma l'autrice è stata brava a renderli verosimili.
  • Vecchiaia e adolescenza. In realtà vediamo i vari personaggi in diverse epoche delle loro vite, ma queste due fasi (e direi la vecchiaia in primis) hanno un peso particolare. E alla vecchiaia segue la morte, ahimè.
  • Amore. Anche se è piuttosto ben nascosto, in alcuni momenti emerge a sorpresa, ed è bello perché è un amore reale, non sdolcinato o stucchevole. È l'amore delle persone vere, imperfette, spesso odiose e insopportabili.

Le descrizioni fisiche dei personaggi sono discrete, ma a dire la verità non c'era neanche tanto da sforzarsi, dato che quasi tutti i componenti della famiglia sono spigolosi, con capelli neri e occhi azzurri.
Anche la caratterizzazione è buona; in particolare, per un bel po' di tempo, il personaggio di Abby spicca in maniera significativa, forse addirittura con prepotenza, esagerato nelle sue manifestazioni (di qualsiasi emozione). Ma anche di altri vengono fuori ossessioni e fissazioni, comportamenti caratteristici che si ripetono nel corso degli anni, cosa che ho apprezzato perché sembra voler sottolineare come le persone in fondo non cambino mai.
Comunque, più che i caratteri, le vere protagoniste del romanzo sono le storie dei personaggi, e sono soprattutto queste a caratterizzarli.

Riguardo allo stile, direi che è senza infamia e senza lode. Coinvolgente quanto basta, ma non trascinante, a tratti pure tedioso.
Le descrizioni sono scarse perché non hanno alcuna rilevanza; più che altro hanno invece importanza i dialoghi, poiché il libro si fonda soprattutto sulle interazioni tra i personaggi. Ed effettivamente i dialoghi sono realistici e verosimili; il che significa spesso anche noiosi, non molto avvincenti, perché – diciamocelo – in almeno la metà dei casi ascoltare le persone non è che sia poi così interessante. Perciò questo realismo è comunque un pregio del libro.
Insomma, Una spola di filo blu non mi ha entusiasmato, però è sicuramente una lettura valida (e poi non mancano i colpi di scena).

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