TOP TEN 2017



Essendo io una persona molto originale, per l'ultimo dell'anno vi sottopongo ovviamente la top ten dei libri che più ho amato quest'anno. In foto compaiono solo sette libri perché manca Wonder, che ho da poco letto in ebook e non ho ancora comprato cartaceo, e perché per comodità ho messo solo una mini-raccolta di Zweig, ma in realtà ho letto diverse sue opere e le ho amate tutte (il totale è di undici libri, quindi è una top eleven, a voler essere precisi).
Non faccio neanche una classifica perché ho trovato tutti questi libri meravigliosi, perciò ve li elenco in ordine sparso:

Una vita come tante, H. Yanagihara – Un libro lunghissimo e pieno di dolore che mi ha fatto soffrire a morte, ricco, scritto bene, con personaggi vivi che, a distanza di due mesi dalla lettura, vorrei ancora abbracciare.

Il signor Cravatta, M.M. Flasar – Questo romanzo lo conoscono in pochi, almeno a quanto mi risulta, e non capisco perché. È una perla. È triste e poetico, mi ha spezzato il cuore ma l'ha anche ricucito, soprattutto con l'ultima parola. (Se siete tra quelle persone che leggono l'ultima pagina per prima, ve lo sconsiglio con tutto il cuore.)

Bunker diary, K. Brooks – Un libro ufficialmente per ragazzi ma che in realtà non lo è, perché è duro e crudo, e la fine mi ha lasciato di stucco e con un senso di orrore addosso.

Wonder, R.J. Palacio – Anche questo un libro per ragazzi ma che dovrebbero leggere tutti. Triste e divertente allo stesso tempo, tenero, con personaggi pieni di emozioni, che mi è sembrato di conoscere meglio di tante persone in carne ed ossa che conosco da una vita.

Dove sei Mathias?, A. Kristof – Un libro brevissimo, che contiene due raccontini piccoli piccoli (il secondo è in realtà un testo teatrale) che mi hanno lasciato letteralmente senza parole.

Ieri, A. Kristof – Un pugno allo stomaco, col finale più disperato che si possa immaginare.

Il cacciatore di aquiloni, K. Hosseini – Immagino e spero che tutti l'abbiate letto tempo fa, io non so perché ho aspettato tanto. Mi ha fatto piangere come una disperata, mi ha letteralmente stracciato il cuore.

Tutto quello che ho letto di Zweig, cioè Mendel dei libri, Paura, Amok, Bruciante segreto. Le trame non hanno neanche importanza: nessuno scrive come Zweig. Nessuno capisce i sentimenti umani come lui.

Detto ciò, io tutti questi libri non ve li consiglio, perché se poi non vi piacessero vi odierei.
Buon 2018!

WONDER – R.J. Palacio

Titolo: Wonder
Autore: R.J. Palacio
Traduttore: A. Orcese
Copertina flessibile: 288 pagine
Editore: Giunti Editore (8 maggio 2013)
Prezzo: 10,20 €

Voto: 4/5

Vi dico subito che la mia "recensione" di Wonder non può essere obiettiva, perché è un libro che mi ha fatto soffrire molto.
Per me Wonder è un romanzo splendido, e R.J. Palacio è stata bravissima a raccontare la storia di August – e a mettersi nei panni di ogni personaggio – senza farlo sembrare patetico. Wonder è un libro per ragazzi, ma io ho 31 anni e l'ho apprezzato tantissimo, e credo che tanti adulti avrebbero bisogno di leggerlo.

August è un bambino di dieci anni e ha un'anomalia cranio-facciale congenita. Dopo aver studiato in casa per anni a causa di operazioni e problemi di salute, per la prima volta gli tocca iscriversi in una vera scuola, e quindi sopportare non solo l'ingresso nella scuola media, ma anche lo stress di sottoporsi agli sguardi di tutti. Sarà orribile, ma anche inaspettatamente bello.
Il romanzo verte su vari temi di natura sociale, che riguardano i pregiudizi, le aspettative, l'autostima, l'accettazione di quanto può essere diverso da ciò a cui siamo abituati. Si arriva fino al bullismo, alla cattiveria gratuita, ma il libro fa anche riflettere su come spesso non sappiamo cosa stia dietro a certi comportamenti, non conoscendo il vissuto altrui.
Infine si parla di perdita ma, più di tutto, Wonder parla di amicizia e di gentilezza, e di coraggio.

I personaggi sono meravigliosi. Che siano "buoni" o "cattivi", sono caratterizzati in maniera sorprendente e infatti, al contrario di quanto potreste pensare, io non mi sono disperata solo per Auggie, per pietà o qualcosa del genere. Ho pianto anche per gli altri, perché ognuno ha emozioni che strabordano letteralmente dalle pagine. Ogni personaggio è anche caratterizzato da un diverso stile di scrittura.
August risulta a volte troppo maturo per la sua età, ma quello che emerge è la sua normalità, il suo sentirsi normale. Come dice lui stesso, nessuno potrà mai sapere meglio di lui quanto è normale.
Anche i compagni più cattivi di Auggie sono ben caratterizzati: li ho odiati, ma sono ragazzini e in quanto tali li ho anche capiti. Alcuni poi si evolvono e ci sorprendono nel corso del romanzo.
Mi sono davvero affezionata ai personaggi, tanto da commuovermi alla fine come una mamma orgogliosa.

Trattandosi di un libro pensato per i ragazzi, lo stile è scorrevolissimo e semplice. All'inizio sono rimasta colpita da come il racconto fornisca tutti i dati necessari senza voler suscitare pietà e, anzi, in maniera divertente. Più avanti, invece, ci sono dei momenti strappalacrime, ma a quel punto io ero già assorbita dalla storia.
In definitiva, consiglio la lettura di questo romanzo – che è anche un grosso esame di coscienza – e voglio consigliarla proprio il giorno di Natale, perché il messaggio che trasmette è quanto di più natalizio possa esistere.

Insomma, che aspettate ad acquistarlo? Eccovelo: http://amzn.to/2Bmvhok

E buon Natale a tutti!

QUEL CHE RIMANE INCASTRATO NEL VENTO – BUONANOTTE CECIL – Alessandro Tonoli

Titolo: Quel che rimane incastrato nel vento – Buonanotte Cecil
Autore: Alessandro Tonoli
Prezzo volume: 12€
Prezzo ebook: 5,99€

Quel che rimane incastrato nel vento è il secondo libro che leggo e recensisco di Alessandro Tonoli, e vi dico subito che mi è piaciuto più del primo.
In questo romanzo troviamo una ragazza in crisi, Cecil o Cecilia che dir si voglia, che si rifugia a Bajardo per staccare da una vita monotona e vuota, che sta perdendo il suo significato. Nella cittadina scoprirà l'esistenza di un vento magico, capace di raccontare storie illuminanti a chi ne ha bisogno. Cecil non ci crede, perché non è più capace di credere in niente, ma incontrerà anche Emile, un attore che è praticamente il suo opposto e che le mostrerà modi alternativi di approcciarsi alla vita.
Quel che rimane incastrato nel vento è un libro che gioca con le emozioni del lettore e che fa riflettere. Fa riflettere su come, crescendo, spesso seppelliamo dentro di noi i bambini che siamo stati e, con loro, la nostra capacità di credere nelle cose belle. Fa riflettere sul rischio di diventare aridi e disillusi, di cominciare a preoccuparsi solo del dovere mettendo da parte il piacere. Fa riflettere, infine, sulla solitudine e sull'importanza del confronto con l'altro perché, senza questo, non potremmo mai uscire dalla nostra limitata visione delle cose.

I personaggi rilevanti del romanzo sono pochi, ma sono caratterizzati a sufficienza: è evidente la contrapposizione tra Cecilia, protagonista disillusa e spenta, ed Emile, che pensa di aver perso il contatto con la sua identità ma che è indubbiamente vivo.
E poi c'è il vento, che ruba pagine di libri e restituisce storie incomprensibili, per chi non è direttamente coinvolto.

Anche stavolta ho delle critiche per lo stile. L'ho trovato bello e poetico all'inizio, e in generale anche dopo. Ma ho trovato anche dei difetti nell'uso della punteggiatura e a volte anche nella scelta dei termini. Alcune parole vengono utilizzate con significato diverso da quello originale. Inoltre, alcuni brani mi hanno dato un senso di confusione e ho trovato la prosa eccessivamente ridondante, soprattutto verso la fine.
Comunque io ho letto un'anteprima: si tratta di una bozza che immagino verrà migliorata nella versione definitiva.
In ogni caso il mio voto resta positivo, perché il libro mi ha emozionato molto più di quanto mi aspettassi ed è bello il modo in cui mischia sogno e realtà.

Il romanzo vedrà la luce solo se sarà raggiunto un certo numero di copie ordinate perciò, se vi incuriosisce e vi fidate di me, sappiate che lo trovate qui. C'è anche un'anteprima consultabile, dare un'occhiata non costa nulla!

LA PICCOLA PARIGI – Alessandro Tonoli

Titolo: La piccola Parigi
Autore: Alessandro Tonoli
Formato: Formato Kindle
Lunghezza stampa: 41
Editore: GWMAX srl (7 giugno 2015)
Prezzo: 2,99 (lettura gratuita con Kindle Unlimited)

Voto: 3/5

La piccola Parigi è il nome con cui viene chiamata la città di Cabiate, ed è anche il soprannome di una bambina di cui nessuno conosce il vero nome. Questo breve libro di Alessandro Tonoli racconta la storia di quel nome e di quella bambina – che tutti amano e che nessuno conosce davvero – tramite le parole di un nonno alla sua nipotina.
La piccola Parigi è un libro che parla soprattutto d'amore e di speranza anche se, molto discretamente, riescono a insinuarsi anche nostalgia e malinconia. Un ruolo importante ha anche l'ingenuità, quell'ingenuità tipica dei bambini e, nel caso specifico, della piccola Parigi, che crede davvero – lei che può – di riuscire a cambiare le cose intorno a sé, e in un certo senso ci riesce.

I due personaggi centrali in questa storia sono, per l'appunto, Cabiate e la bambina chiamata La piccola Parigi, e ad entrambe Alessandro Tonoli ha prestato molta attenzione. La bambina è caratterizzata in maniera indiretta, non tanto tramite descrizioni, quanto attraverso l'effetto prodotto dalla sua presenza e da ogni sua azione sulla città e su chiunque le stia intorno. Al semplice passaggio della piccola Parigi, infatti, sembra sprigionarsi qualcosa di magico che tutti percepiscono ma nessuno riesce a descrivere come si deve, né se ne preoccupa più di tanto, perché questo significherebbe rompere la magia.

La nota dolente, purtroppo, è lo stile. All'inizio del libro ho apprezzato la nota in cui l'autore specifica che ha voluto usare la punteggiatura in un certo modo e con determinati scopi ma io, essendo una grammar nazi e "una maniaca della punteggiatura", come qualcuno mi ha definito, l'ho trovata semplicemente scorretta. Col senno di poi, la nota iniziale mi sembra adesso un voler mettere le mani avanti.
A parte questo, comunque, il libro è davvero carino e ne ho apprezzato la brevità. È una sorta di favola molto dolce, ideale da leggere in questo periodo: il contenuto non ha nulla di natalizio, ma in fin dei conti l'amore e la magia si adeguano perfettamente all'atmosfera delle feste.

Potete acquistare il libro in formato ebook su Amazon o leggerlo gratuitamente con Kindle Unlimited: http://amzn.to/2y88oT4

L'ALTRA GRACE – Margaret Atwood

Titolo: L'altra Grace
Autore: Margaret Atwood
Traduttore: M. Giacobino
Copertina flessibile: 563 pagine
Editore: Ponte alle Grazie (19 ottobre 2017)
Prezzo online: 17 €

Voto: 3,5/5

In L'altra Grace, Margaret Atwood ci racconta di Grace Marks, accusata dell'omicidio di Thomas Kinnear, ricco signore per il quale ha lavorato, e della sua amante, Nancy Montgomery. È colpevole o innocente? Ma, soprattutto, è una fredda calcolatrice o era incapace di intendere e di volere? Nel dubbio, viene sbattuta sia in carcere che in manicomio, mentre attorno a lei in molti si prodigano per saperne di più. In particolare il dottor Simon Jordan, esperto di salute mentale, al quale Grace racconta tutta la sua vita.
Anche in questo caso, dunque, ci troviamo sotto gli occhi il racconto di una vita intera, e quindi i temi affrontati sono innumerevoli. Quello che assume un ruolo fondamentale è la condizione e la considerazione della donna in quel periodo storico (XIX secolo), perché Grace è sospettata, accusata e maltrattata prima di tutto in quanto donna, e tutti i ragionamenti e tutte le azioni che hanno lei per oggetto sono pieni di pregiudizi e di maschilismo.
Altro tema importante è quello dell'amicizia, del suo potere salvifico, infatti è solo quella che, seppur per un breve periodo, riesce a rendere la vita di Grace un po' più sopportabile. D'altra parte, è anche ciò che le causerà gran parte dei problemi in cui si verrà a trovare. Di contro, c'è la solitudine, fin troppo presente nella vita di Grace.
Altri temi importanti sono la religione e il fanatismo, la miseria, gli abusi e la libertà, che può essere anch'essa una condanna perché, come dice Grace
Alla fin fine, la comodità è ciò a cui sei abituata.

Anche se si tratta della prigione.

I personaggi del romanzo, a partire dalla protagonista, sono descritti con ricchezza di particolari e anche ben caratterizzati. Visto il periodo storico, purtroppo, pare che gli uomini siano molto più intelligenti delle donne, e sono soprattutto le loro personalità a emergere. Oltre che intelligenti, però, gli uomini sono anche tutti porci, mentre le donne sono tutte delle rispettabili suore oppure delle puttane, o entrambe le cose contemporaneamente. Alcune sono anche delle vipere furbacchione.
Il carattere di Grace si rivela in tutte le sue sfaccettature: da un lato vediamo una donna che è decisamente figlia del suo tempo, con un sacco di idee maschiliste su come comportarsi per mantenere la dignità e risultare gradita; dall'altro vengono fuori anche i suoi lati forti, perfino aggressivi, soprattutto nei confronti degli uomini che osano prendersi troppe libertà (che tra l'altro sono praticamente tutti).
Anche gli altri personaggi sono ben dipinti, riconoscibilissimi in ogni loro parola e gesto, cosa che ho molto apprezzato, perché in molti romanzi, spesso, non riesco a capire nemmeno di chi si sta parlando in un dato momento.
Perfino personaggi che fino a un certo punto risultano anonimi, d'un tratto, riservano sorprese inaspettate. Anzi, il personaggio in assoluto più interessante è, a mio parere, uno di quelli che non sembravano così importanti.

Anche lo stile dell'autrice è notevole. È variabile e variegato, perché la storia viene raccontata da più punti di vista, da documenti e dichiarazioni di personaggi diversi, e cattura l'attenzione sin dall'inizio.
Il libro è piuttosto lungo, ma si lascia leggere facilmente. È molto scorrevole ma non banale, e alcune descrizioni sono meravigliosamente vivide e pensate in maniera molto originale, costruite a beneficio di specifici personaggi. Vengono raccontati diversi sogni e fantasie che sfociano quasi nel delirio, e anche questo è ben reso.
Ho trovato un po' strano l'uso della punteggiatura, troppo limitato per i miei gusti.
In fin dei conti, dunque, ho trovato il romanzo godibilissimo; l'unica pecca che posso sottolineare è che, a mio personalissimo parere, si dilunga troppo su certi momenti della vita di Grace che sono, ai fini del racconto, poco rilevanti. Mi piacciono i libri lunghi ma in questo caso, secondo me, un po' di spazio poteva essere risparmiato. Ad ogni modo, poiché nel complesso il romanzo è decisamente valido, si tratta di un "problema" di ben poco conto.
Detto questo, adesso sono pronta per la serie TV!